Giuseppe Montaldo
Articoli

PSICO BIO GENEALOGIA E ARCHETIPI PRIMARI di Antonio Bertoli


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1. Un nuovo paradigma 

La scienza e l’epistemologia contemporanea sono ormai concordi nel definire che la realtà non è un dato di natura fisso e immutabile, ma che essa dipende dagli strumenti di conoscenza che di volta in volta l’uomo ha a disposizione per spiegarla. Ogni civiltà e fase storica si è data un’idea della realtà ed ha creduto che questa fosse la realtà, vale a dire quell’unica e vera, definitiva realtà che ci circonda e ci appartiene, fissata una volta per tutte e valida per chiunque e per qualsiasi tempo. Una volta si credeva che il sole girasse intorno alla terra e che questa fosse il centro dell’universo, che fosse piatta e non rotonda: la realtà di Tolomeo costituiva la base su cui si strutturava la visione del mondo di allora e qualunque azione, pensiero e parola derivava da questo paradigma. .... continua a leggere 


Strumenti di guarigione genealogica

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Approccio gestaltico spirituale delle Costellazioni:

il lavoro si svolge facendo i registi e “mettendo in scena” la struttura della propria famiglia, scegliendo dei rappresentanti per il nucleo familiare di origine (compreso il richiedente) che via via, grazie ai movimenti dell’anima (così chiamati da B. Hellinger) si estende fino ad arrivare ai nonni ed ai bisnonni ed eventuali componenti dimenticati. Il facilitatore fa da rispettoso traduttore di ciò che osserva e, nello stesso tempo, sostiene spiritualmente e con piccoli, mirati interventi, il movimento dell’Anima familiare nel campo. Sono possibili, in questo spazio dell’Anima, liberazioni emozionali forti, in particolar modo pianto e tenerezza che si esprimono nei partecipanti sotto forma di spontanei, lunghi abbracci.... continua a leggere 


La forza della coppia



Un presupposto fondamentale per avere un buon rapporto di coppia è che ci sia equilibrio fra il dare e il ricevere. Se è solo uno dei due a dare, si crea uno squilibrio e l`equilibrio deve in qualche modo essere ristabilito. Se anche l`altro da, la tensione si scioglie. se si da più di quanto si riceve, toccherà poi di nuovo all`altro dare. In questo modo la relazione manterrà una valenza positiva. Le parole di Bert Hellinger a questo proposito sono chiarificatrici:
La felicità in una relazione dipende dal libero scambio tra il dare e il ricevere. Uno scambio limitato produce un misero guadagno. Più lo scambio è vasto, più profonda è la felicità. Questo però ha un grosso svantaggio: lega ancora di più. Chi vuole la libertà deve dare e prendere solo in piccole quantità, e lasciarsi andare solo in maniera limitata.
Peraltro:
Si può dare solo quanto l`altro è disposto a ricevere, e per quanto si è in grado di dare. se si da di più di quanto l`altro sia pronto a ricevere, il partner si sentirà oppresso, sarà ancor meno disposto a dare e lo squilibrio risultante aumenterà sempre di più.
Le relazioni in cui uomo solo da e l`altro vuole solamente ricevere sono destinate a fallire. Prima o poi uno dei due non reggerà più lo squilibrio e se ne andrà in quanto uno squilibrio e uno stato di tensione pretendono una soluzione. Quello che se ne va, può essere proprio quello che, avendo ricevuto di più, pone termine al rapporto perchè non riesce più a sopportare la tensione.
Ci si può stupire di quanto affermato da Hellinger e cioè che ciò che vale in positivo per l`equilibrio, vale anche in negativo. Il bisogno di compensazione esiste anche se una persona fa del male all`altra o la ferisce. Il colpevole dovrebbe dare una soddisfazione che compensi in qualche modo il male inflitto. Questo riequilibrerebbe il rapporto. E` utile nella compensazione in negativo richiedere qualcosa in memo rispetto a l torto subito?
Chi si sente troppo buono per richiedere una compensazione, per esempio rinunciandovi magnanimamente, danneggia il rapporto a livello profondo. In questo modo, infatti, non soddisfa l`esigenza reale di quel momento e non concede al colpevole alcuna possibilità di riscattarsi. così aumenta ulteriormente lo squilibrio. E` vero che la è la vittima ma si pone al di sopra del colpevole perdonandolo e sembrando il migliore fra i due, ma non è detto che lo sia veramente.

Tratto dal libro `Senza radici non si vola` di Bertold Ulsamer 


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