Giuseppe Montaldo

Il rapporto vittima-carnefice


Quando sono libero e capace di scegliere?
 

5 novembre 2017 


 

Io credo che nella vita niente accade a caso. Se fosse un caso che senso avrebbe che accadesse? Quindi tutto ciò che accade deve avere un senso.
Nell’incontro vittima-carnefice qual è questo senso?
Io credo che il senso sia strettamente collegato alla nostra individuale e collettiva evoluzione. Il carnefice deve capire perché va sempre in cerca di vittime e la vittima, analogamente dovrebbe chiedersi: perché ripete sempre queste esperienze?
Credo che i recenti casi venuti alla ribalta della cronaca in quest’ultimo periodo siano un’occasione di presa di consapevolezza generale per cui credo vadano analizzati in una visione che trascenda le più immediate reazioni emotive.
Queste rischierebbero di dare spiegazioni superficiali: un’occasione persa per comprendere la cosa più profonda. Così che possa aiutare vittime e carnefici (non lo siamo un po’ tutti?) a superare il conflitti che stanno a monte di questi incontri-relazioni. Che ci accadono in tutti gli ambiti della nostra vita: con i genitori, con gli amici, col nostro partner e – come nei recenti casi di cronaca – con il nostro datore di lavoro o con colui da cui può dipendere il nostro successo o il nostro fallimento.
O perlomeno così crediamo e questo è un buon punto per cominciare.
Se crediamo questo stiamo dicendo a noi stessi: credo così poco in me stesso che il fare carriera non dipende da me ma da qualcun altro o da qualcos`altro. Prendere consapevolezza di questo è un grande primo passo per capire su cosa devo lavorare: autostima, fiducia in se stessi, auto riconoscimento del mio valore….
Non approfondisco in quest’occasione cause di simili atteggiamenti (vissuti emozionali) e possibili terapie. Quindi andiamo oltre.
C’è un altro aspetto: l’aspetto emotivo che si crea durante la relazione; questo può compromettere il mio potere di scelta. Infatti, anche se avessimo rimosso le cause di quanto appena detto sopra, in una situazione in cui una donna (o un uomo, se vogliamo che il ragionamento sia il più generale possibile) viene sottoposta ad un ‘ricatto sessuale’: se vuoi fare carriera devi sottometterti, sopraggiungono paura, vergogna, giudizio degli altri …. Quindi, se abbiamo detto che la persona ha superato i problemi di autostima, non è detto che riesca comunque a far fronte al suo carnefice. Gli impatti emotivi possono diventare paralizzanti e angoscianti. E questo è il secondo punto su cui la vittima deve lavorare. Paura, senso di impotenza e di inadeguatezza, vergogna e giudizio. E’ ovvio che i due aspetti autostima e giudizio sono molto intrecciati e vanno di pari passo però una conclusione è certa:
Prima di dare la colpa agli altri chiediamoci:
Perché mi sta accadendo questo?
Altrimenti continueremo a dare potere agli altri e al mondo esterno
E
Poiché non è colpa nostra non possiamo farci niente
E
Continueremo a restare impotenti ed incapaci di scegliere  

Le tre carte:
L’innamorato:
E’ la carta dell’anima e ci dice che nessuna scelta è giusta o sbagliata ma è un’esperienza molte volte importante per noi se sappiamo metterci in discussione. Altrimenti, davanti ad un episodio spiacevole continuiamo a coltivare risentimento rancore e sentimento di ingiustizia dimostrando di non aver capito niente e di continuare a crogiolarci nel vittimismo. E questo spiega perché certe persone hanno bisogno di vendicarsi anche se sono passati decenni. Questa è una concezione errata e pericolosa di giustizia. E’ solo vittimismo nel quale, purtroppo, molta gente ancora si riconosce. Altrimenti tante trasmissioni televisive non potrebbero avere tutto il successo che hanno.
La giustizia:
Rappresenta il senso di ingiustizia, un critico interno molto forte che lo porta sempre a cercare giusto-sbagliato, ragione-torto, bene-male etc.. Cerca la perfezione in tutto dentro e fuori: di conseguenza si giudica e considera il mondo sbagliato atteggiandosi spesso a portatore di verità assolute. Che però sono solo nella sua mente e ben lontani dalla sua essenza più profonda che non riesce a riconoscere se in disarmonia 

Il papa:
Svalorizzazione e scarso riconoscimento di sé. Per cui continua a cercare all’esterno conferme e gratificazioni. In armonia impara dalla conoscenza del passato senza stare a condannarlo ma considerandolo una parte importante di sé.