Giuseppe Montaldo
Rumi

Là fuori
al di là delle idee di falso e giusto
c’è un vasto campo:
come vorrei incontrarvi là.
Quando colui che cerca raggiunge
quel campo
si stende e si rilassa:
là non esiste credere o non credere. 


Preesistenza 

Io ero, nel tempo in cui non erano i Nomi, e nessuna traccia
v’era d’esistenza d’esseri.
E il ricciolo dell’Amico eterno era l’unica traccia di vero e l’unico oggetto era Dio!
E tutti gli oggetti e i nomi promanarono da Me, in quell’attimo eterno quando né Me né Noi v’era!
E in quell’attimo antichissimo e primo mi prostrai a Dio, quando ancora Gesù non fremeva in seno a Maria.
Da un capo all’altro percorsi tutta la Croce, e tutti i Nazareni conobbi: sulla Croce non c’era!
Nella Pagoda andai, nel tempio dei monaci antico andai: nessun colore, colà, m’apparve di Lui.
Le redini della ricerca volsi allora alla Ka’ba, ma là, in quella mèta di giovani e vecchi, nulla v’era.
E viaggiai verso Herât e viaggiai verso Qandahâr, e sotto cercai, e sopra cercai; ahimè, anche là non era!
E volli spingermi ancora fino alla cima dei monti Qâf. ai confini del mondo
della Fenice eterna, là, traccia non v’era!
E ne chiesi allora alla Tavola di Diaspro e al Càlamo di Dio,ma, e l’uno e l’altro muti, non fecero parola.
E l’occhio mio, capace solo di Dio, non vedeva dovunque altro che qualità e forme estranee all’Eterno.
E, infine, mi fissai lo sguardo nel cuore, ed ecco, là io Lo vidi, in nessun altro luogo che là, Egli era!
E per vero, così perplesso, stupefatto ed ebbro ne fui che un atomo solo dell’essere mio più non si vide. Io più non ero.