Mentre il matto può andare così com`è portandosi dietro solo l`essenziale, il principe che guida il carro ha bisogno di molte cose ancora. Il carro è ancora immerso (o forse intrappolato) nella materia. Per riconoscersi ha bisogno di mostrarsi, di farsi vedere. Anzi ha bisogno di mostrare la parte migliore di sè (forse nella convinzione che ci sono parti che è meglio non mostrare?). I cavalli per lui sono indispensabili. Senza di loro non potrebbe andare così come lui vuole. Dotato di tutto ciò che è necessario il principe va. Fatta una conquista, ha bisogno di rincorrerne un`altra. Ed è sempre un successo. Il principe ha la conquista, l`affermazione nel suo dna ed è pronto ad andare in capo al mondo per dimostrarlo. Per dimostrarlo a chi? Prima di tutto a sè stesso. Il principe ha paura del fallimento. A un certo momento succede che qualcosa si rompe. I cavalli non sono più all`unisono con lui e nemmeno fra di loro. L`unità si è spezzata. Il principe rischia di entrare nel panico e fermarsi. Nel momento in cui pensa di essere lui il protagonista del suo successo entra nella separazione ed il meccanismo si inceppa. Ma il principe non può fermarsi. Per ripartire in fretta il principe deve smettere di identificarsi e capire che le redini non è lui che le tira. Quando si arrende al fatto che non è lui a compiere l`azione tutto si rimette in moto. L`armonia ed il successo vanno avanti. 

E` un giovane il principe. Il carro glielo hanno affidato i genitori perchè lui andasse a conquistare il mondo. Ed il mondo lui lo conquista tutti i giorni. Il principe agisce come una persona istintiva e finchè segue il suo istinto tutto gli va bene. Ma la sua azione è totalmente inconsapevole e poco cosciente. I guai iniziano quando comincia a farsi le domande.