È pericolosa la terapia anateoretica?


(Joaquin Grau – traduzione di Maria Luisa Cozzi) 

Assolutamente no. La terapeutica anateoretica non utilizza farmaci e nemmeno induce a un’ipnosi profonda. Tutto si riduce a un dialogo con vivenciaciones che, pur riproducendo emozionalmente i mali perinatali e quelli che si susseguirono fino ai sette-dodici anni, non per questo riproduce la stessa sofferenza né le stesse alterazioni fisiologiche che all’epoca avevano provocato quei mali. Un paziente con profonda catarsi anateoretica – grida e calci – continua a mantenere in perfetto equilibrio le sue costanti fisiologiche. Insisto: mai, assolutamente mai, la terapia anateoretica ha provocato danni. E non l’ha fatto perché non lo può fare. Perché l’anateoresi è una terapeutica che si basa sulla comunicazione, sulla più armoniosa delle dialettiche. E neppure può inculcare al paziente idee che non gli appartengano, perché, a parte il fatto di essere una terapia priva di dogmi, per giunta il dialogo che il paziente instaura è con se stesso. Nulla impone nulla a nessuno. Anzi, anateoresi è liberazione. È gratificazioni continue, gratificazioni che di solito arrivano alla massima espansione di coscienza: ciò che si chiama estasi, e una volta si credeva che fosse prerogativa di pochi, di coloro che Dio premiava per la loro santa vita di privazioni.
L’anateoresi, come ogni pratica umana, anche la più elevata e benintenzionata, ha un solo nemico – o pericolo –: l’anateorologo stesso. Perché in anateoresi, come nella pratica di qualunque altra medicina, anche la più innocua, il problema è sempre il terapeuta. Evidentemente, uno scriteriato agirà sempre da scriteriato, che si occupi di viti3 o di anateoresi. È inevitabile. Il mio consiglio, quindi, è che chi decide di sottoporsi a terapia anateoretica si informi prima sulla qualità professionale dell’anateorologo cui vuole rivolgersi.
Tuttavia, neanche il peggior anateorologo può provocare autentici danni a un paziente. Quel che può succedere è che non risolva una malattia che un altro anateorologo avrebbe potuto risolvere.
(Joaquin Grau)