Giuseppe Montaldo
Federico N. Montecucco

Salute globale come stato di unità neuropsichica


(dal libro "Cyber la visione olistica")
Diventai consapevole che a volte la mia attività mentale era fortemente squilibrata sull`emisfero razionale: spesso la mia energia era concentrata "nella testa", e ciò mi rendeva dimentico del cuore, delle emozioni, del corpo e del flusso di informazioni che costantemente mi inviavano. Sperimentai una serie di tecniche psicosomatiche volte a ribilanciare il mio sistema, come esercizi di bioenergetica, Tai chi, Kum Nye, danze o respirazioni, ma ciò che mi dava il maggior risultato era sempre la meditazione. Normalmente l`intera attività è orientata all`esterno, alle sensazioni del mondo fuori di noi; la meditazione permette un`attivazione assai potente del centro, così da catalizzare l`intera situazione neuropsichica, e orientarla, e orientarla sul suo nucleo centrale interiore. Sentivo che questa armonica unità interiore rappresentava, neurofisiologicamente, lo stato di salute globale. A quel tempo, tuttavia, le mie idee e conoscenze scientifiche restavano ancora integre nella loro struttura positivista classica, come fossero separate da quelle esperienze di trasformazione psicofisica. Ancora più forte era la necessità di una sintesi, di un`integrazione tra la scienza e lo spirito, che potesse portare ad un`unica visione globale.

... e d`improvviso m`illumino d`immenso: un satori cibernetico
Nell`inverno dell`84 mi trovavo in Oregon, a rajneeshpuram, una grande comune negli USA, e qualche cosa di indicibile accadde. Erano le tredici circa e stavo incamminandomi verso la grande mensa, ero in ritardo ma non avevo fretta. Mentre camminavo ai lati di una strada innevata e fangosa, senza alcun apparente preavviso la mia mente cessò di pensare. Entrai in un altro stato di realtà; un improvviso salto quantico di coscienza. mentre il mio corpo si arrestava, tutto intorno (o dentro di me) esplose silenziosamente in una vasta sensazione di unità e di piacere. Un`oceanica percezione di esistere insieme con tutto quanto mi circondava. Sentivo l`intera valle, il fiume che scorreva, le piante, le altre coscienze, ma la realtà esteriore era come "vaga", trasparente come se fluttuasse in una realtà più vasta, dove tutto era informazione, unità di informazioni legate e pervase da un`unica luce cosciente. Provavo un senso di esultanza, come se il cuore fosse totalmente aperto e tutto ridesse, anche se il mio corpo era silente, immobile, come estraniato dalla realtà fisica. Ero uno con quel Tutto, pervaso dal senso che la coscienza è infinita e sacra. Quell`esperienza accadde come un fulmine, che d`improvviso lacera l`oscurità, che abbaglia gli occhi e li rende momentaneamente ciechi alla realtà esterna. Il tutto durò forse qualche minuto ma le sue tracce restano indelebili nella mia coscienza.
 

Profilo


Villaggio globale