9 luglio 2018

I nostri confini emozionali ed i nostri alieni interiori!

 

Recentemente una donna ha rinunciato a fare una seconda costellazione
perché qualcuno le ha detto che durante il lavoro poteva ‘ricevere’ emozioni negative da parte degli altri componenti del gruppo!
Un’altra persona mi ha invece fatto osservare che durante le Costellazioni possono entrare dentro di noi delle entità (tipo delle anime in pena o altre creature non meglio identificate).
Vorrei chiarire e cercare di fare luce su questi aspetti che toccano tutti i giorni la qualità della nostra vita e sono molto importanti nel nostro percorso di conoscenza e di guarigione emotiva.
E, se mi consentite, parto un po’ da lontano.
Affinché il mio pensiero possa essere chiaro bisogna partire dalla nostra struttura che è costituita da sette corpi sottili: 

 

 


Schema corpi sottili di Rudolf Steiner 

1. CORPO FISICO (Terra – materia)
2. CORPO ETERICO O VITALE (Terra – materia)
3. CORPO ASTRALE (ANIMA SENZIENTE) (Acqua - Emozioni)
4. ANIMA RAZIONALE O COSCIENTE (Aria - Intelletto)
5. SÉ SPIRITUALE (Fuoco –Energia)
6. SPIRITO VITALE (Fuoco –Energia)
7. UOMO SPIRITUALE (Fuoco –Energia) 

 

Schema corpi sottili secondo la filosofia orientale 

1. CORPO FISICO (Terra – materia)
2. CORPO ETERICO (Terra – materia)
3. CORPO ASTRALE (Acqua - Emozioni)
4. CORPO MENTALE (Aria - Intelletto)
5. CORPO CAUSALE (Fuoco –Energia)
6. CORPO BUDDHICO (Fuoco –Energia)
7. CORPO ATMICO (Fuoco –Energia) 


Nel nostro percorso evolutivo, che avviene attraverso innumerevoli incarnazioni, la nostra crescita consiste nel passare dai livelli inferiori a quelli superiori fino all’illuminazione ed alla fusione con la divinità. In questa fase storica le persone meno evolute vivono nell’astrale inferiore, sede degli istinti più bassi e delle emozioni inconsapevoli ed incontrollate mentre le persone più evolute hanno imparato a trascendere e governare le loro emozioni e stanno entrando in contatto con l’io che Steiner chiama anche l’anima razionale.
Siamo esseri in evoluzione e ed in questo cammino, non solo per fini evolutivi ma anche per migliorare la qualità della nostra vita, abbiamo necessità di purificare il nostro corpo astrale. Questo significa aprire un dialogo con le nostre emozioni per poterle trasformare. Questo lavoro ci consente di salire i gradini del nostro cammino spirituale. Ma credo che qui sia necessario chiarire un equivoco che il termine spirituale fa sorgere in molti. Fare un cammino spirituale non significa dimenticarsi che, in questo momento, siamo esseri che vivono nella materia. Non significa rifiutare la vita con le sue difficoltà. Fare questo cammino significa che piano piano integriamo tutte le parti di noi dalla più materiale a quella più spirituale.
Chi ha purificato totalmente l’astrale si è costruito l’io che, secondo la visione di Steiner, rappresenta l’anima razionale. In un certo si individualizza e questo non è negativo. È assolutamente indispensabile per conoscere se stessi ed i propri bisogni. Ma dopo aver trasceso le nostre parti più basse. Così ha un contatto non conflittuale con le emozioni perché ha guarito tutte le sue ferite e vive la vita in maniera creativa e appagante in tutte le sue manifestazioni. È capace di governare passioni ed emozioni ed è in equilibrio con la sua parte razionale. Quindi ha capacità di scelta e di conoscenza dei propri bisogni che persegue unendo armonicamente i tre aspetti del sé: cuore, mente, volontà.
Ovviamente la maggior parte delle persone si trovano in una via di mezzo tra l’astrale e l’anima razionale.
Ma come si fa a fare questo percorso?
Come dicevo bisogna imparare dalle emozioni.
Tutto ciò che ci muove nella vita sono le emozioni (E-MOVERE)
È come se fossimo sempre sotto la guida di un pilota automatico. E qui sta il punto: è proprio lui il nostro demone, l’alieno, l’entità che dicevamo!
Purtroppo molte volte siamo totalmente inconsapevoli delle emozioni che ci stanno muovendo. Questo ci porta a confondere i diversi piani del nostro essere soprattutto confondiamo il piano mentale col piano emozionale, lo spirito con la materia e ci riesce difficile capire come dobbiamo agire nell’uno e nell’altro ma soprattutto come possiamo cambiare la nostra vita imparando a distinguerli e, soprattutto, a governarli in maniera lucida.
Quindi, ricapitolando, chi sono i demoni che ci condizionano la vita? Hanno qualche relazione con le nostre emozioni e con la nostra capacità di guidare la nostra macchina biologica con autonomia e consapevolezza di chi siamo veramente?
Credo proprio di sì.
Ma non bisogna né demonizzarli, né averne paura perché sono l’unico nostro strumento di guarigione.
La guarigione può passare solo attraverso il vivere sentire e consapevolizzare le nostre emozioni.
Non è questa la sede per spiegare come si fa ed esistono infinite tecniche dalle più blande e superficiali (quelle che rimangono solo a livello mentale) alle più profonde ed efficaci (quelle che toccano la sfera emotiva ed il nostro subconscio più profondo dove risiedono le ferite e gli imprinting più forti e condizionanti).
La conclusione è che è importante imparare a conoscere le emozioni e come agiscono su di noi.
Le emozioni cosiddette, molto impropriamente, negative o le entità non meglio identificate, le persone che ci succhiano le energie, il diavolo degli esorcisti, gli alieni sono tutte cose che andrebbero definite meglio e soprattutto è importante capire che ruolo svolgono all’interno di noi. Su queste definizioni su cui non si possono pretendere certezze scientifiche tuttavia dai maestri e gli iniziati come Platone fino ai più recenti Jung e Hilman possiamo riscontrare una convergenza di opinioni.  

Eraclito di Efeso diceva:
“l’indole è per l’uomo il suo daimon.” 

Jehuda Berg nel libro ‘Il potere della Kabala scrive:
“Duemila anni fa lo Zohar ci ha rivelato chi è l`Avversario. Ha addirittura individuato le diverse tecniche, le strategie e le armi di cui egli si serve. L`Avversario è la causa recondita del caos che fagocita il mondo e lo spirito umano. È quella voce che ci sussurra: ‘Adesso mangia la torta. La dieta la cominci lunedì!’ È lui che fa nascere in noi disperazione, pessimismo, paura, ansia, dubbio e incertezza.
Così come scatena arroganza, spietatezza, avidità, gelosia, invidia, rabbia e sete di vendetta. Nel corso della storia religiosi, filosofi e poeti hanno dato nomi diversi all`Avversario, tra cui Lucifero, Belzebù, Mister Hyde, l`Inclinazione al Male, il Lato oscuro, Darth Vader, il Signore delle Tenebre, la Bestia... la Malvagia Strega dell`Ovest! A prescindere dal nome che gli si voglia dare, gli antichi cabalisti affermavano che l`Avversario era reale. Molto reale. Sebbene non riusciate a vederlo con i vostri occhi, è reale quanto gli invisibili atomi che sono nell`aria ed è altrettanto ubiquo e potente dell`invisibile forza di gravita. Il suo vero nome - come ci hanno rivelato gli antichi saggi cabalisti - è suh-tàhn, e si traduce con Satana. Satana non è il demonio rosso, munito di corna e armato di un terribile forcone. Queste superstizioni non hanno fatto altro che celare ancora meglio il suo vero scopo e la sua identità. Quel nome è una parola in codice per indicare il comportamento reattivo - indotto dall`ego - e lui è il più potente di tutti i maghi.”
 

James Hilman (Il codice dell’anima):
“Nel mondo antico, il Daimon era una figura proveniente da un altrove, né umana né divina, una via di mezzo tra le due cose, abitante di una regione mediana (metaxu), la stessa dell’anima. Più che un dio, il daimon era una realtà psichica che aveva intimità con noi: una figura che poteva apparire in sogno, inviare messaggi, come un cattivo auspicio, un presentimento o un impulso erotico. Anche Eros, infatti, abitava quella regione mediana non del tutto divina e tuttavia sempre un pò inumana. I Greci, perciò, sapevano bene come mai i fenomeni erotici sono sempre di difficile collocazione, celestiali e al tempo stesso crudeli.” 

Secondo Platone il daimon lo scegliamo noi quando stiamo per ritornare sulla terra. Lo scegliamo in base al destino che ci aspetta in questa incarnazione. Lo porteremo sempre con noi. Prima di incarnarci beviamo l’acqua del fiume Lete in modo che ci possiamo dimenticare questi obbiettivi. Il daimon invece non beve l’acqua del fiume Lete. Perché lui non deve dimenticare qual è il nostro progetto di vita. E, statene certi, durante la vita, userà tutti gli strumenti a sua disposizione per ricordarcelo. Le emozioni, le difficoltà, le sfide difficili, le paure sono tutto ciò che lui userà per stimolarci a superare i nostri limiti per avanzare nell’evoluzione.  

Alla fine è la nostra parte divina che ci parla da dentro. È Dio che ci provoca tutti i giorni della nostra vita. E noi, un po’ per stupidità, cecità, paura del dolore e per tanti altri motivi (che preferisco chiamare giustificazioni e tanto vittimismo -> è sempre colpa degli altri!) facciamo finta di non sentire questa vocina interiore e compromettiamo la nostra crescita. Altro che energie negative, entità maligne, il satana degli esorcisti! Sono tutte strategie che usiamo per sfuggire al nostro destino! E abbiamo una paura folle di ricordarci che siamo stati noi stessi a scegliercelo.
Per concludere il diavolo, così come lo conosciamo, non esiste. Le entità non esistono. Chiamiamo ‘Demone’ ciò che esiste dentro di noi e ci aiuta e stimola nella crescita. Nella pratica lui si esprime con le emozioni che qualcuno si ostina a chiamare ‘negative’.
Non esistono emozioni negative o positive. Al massimo possiamo dire che esistono emozioni piacevoli e gioiose ed emozioni spiacevoli e dolorose. Ma, purtroppo, il nostro demone ci invita a non evitarle e ad accettarle vivendole tutte perché sono funzionali alla nostra crescita. Dobbiamo imparare e riconoscerle e viverle.
Altrimenti rinunciamo alla vita e ci avviamo, mestamente, verso la morte.