6 MARZO 2018

Elezioni politiche 4 marzo 2018
Il dramma di Matteo Renzi raccontato dalle carte
 

 

1.IL BAGATTO. Un guitto, un giullare, un maghetto che deve stare sempre al centro dell’attenzione. Senza di me non si passa. Senza di me non si fa niente. L’intervista di ieri dell’ex premier è stata magistrale. Non avevo mai visto nessuno interpretare in maniera così perfetta il giullare, il mago.
5.IL PAPA. Quello che salta subito all’occhio è un bambino non riconosciuto. Un bambino in cerca di attenzione perché non è mai stato visto. Perennemente alla ricerca di un valore che non sente dentro di sé. Questo lo fa diventare ambizioso e lo spinge a cercare riconoscimenti all’esterno dato che non li trova all’interno. Il papa dovrebbe unire, fare da ponte. Una vocazione importante per un politico. Ma l’unione nasce prima di tutto all’interno di se stessi. Chi si sente separato non riesce ad unire ma farà di tutto per separare perché solo così riesce a darsi importanza, a ‘farsi vedere’
17.LA STELLA. La forza interiore non gli manca. Ma non è stata abbastanza da consentirgli di percepire e di riconoscere la sua essenza divina. Quello stato dell’essere, capace, in certe situazioni, di farci vivere esperienze mistiche e di farci sentire come appartenenti a qualcosa di più grande, qualcosa che ci fa sentire uniti e non separati come lui invece si sente. Lui ha represso, molto inconsapevolmente, questa sua scintilla interiore perché le vicende della vita, forti e destabilizzanti ed allo stesso tempo dolorose, hanno creato come un velo tra la sua parte cosciente e la sua verità interiore profonda. La stella, presente nel progetto senso, che indica lo scopo profondo della sua vita, e nel lavoro, che indica il suo talento in questo ambito, ci fa capire che questo arcano è il faro della sua vera missione. la stella rappresenta anche la direzione, quindi una sorta di bussola interiore che lo guida. Bussola che è stata completamente smarrita. Ma c’è di più: la stella rappresenta anche l’autenticità, la capacità di essere se stessi senza indossare maschere davanti alle difficoltà della vita. Invece il personaggio tende ad indossare delle maschere a causa del su bisogno di riconoscimento, di gratificazioni e di conferme dall’esterno. E qui non parliamo, buonisticamente, di autenticità esteriore. La politica richiede una non facile arte, a volte necessaria, di mascherarsi un po’ per poter raggiungere obbiettivi comuni e unificanti che, spesso, devono mettere insieme posizioni diverse se non contrapposte. La vera autenticità deve essere riconosciuta ed agita all’interno di se stessi nel senso che è assolutamente necessario imparare ad essere autentici nei confronti di se stessi, a non mentire a se stessi e a non far finta di vedere ciò che ci muove dentro. Se mentiamo a noi stessi perdiamo la direzione, la bussola, il collegamento con le forze che ci guidano. E perdiamo il ‘senso’ della nostra vita del nostro cammino in questo mondo.  

Questa la sua mappa completa