27 luglio 2018

Sergio Marchionne, pre-giudizi sommari

 

 

La cosa più stupida e anche vigliacca e un po’ ipocrita che si possa fare secondo me è rispondere ad un problema pratico che spinge all’azione con una risposta teorico-ideologica che spinge al giudizio.
Le persone più svalorizzate (quelle che non credono in se stesse) tendono a giudicare non sulla base di fatti concreti ma sulla base di ideologie e credenze.
Le persone più svalorizzate tendono poi a dare giudizi di valore sulle persone, quando non dei veri e propri insulti, anziché limitarsi a giudicare i fatti concreti dopo averne fatto una lucida e onesta indagine.
Ripetiamo: non si tratta qui di giusto o sbagliato: l`importante è studiare, analizzare, verificare.
Quando l`uomo svalorizzato dice: "Non credo in ciò", sta dimostrando che è un superficiale che non sa analizzare le cose in profondo. L`uomo colto, studioso ed analitico dice: studierò, sperimenterò, analizzerò.
E’ questa l’impressione che mi viene dopo aver letto quello che io ritengo l’articolo più astratto e superficiale che ho letto in questi giorni su Marchionne  


Risposte
Anto Neo Io ribadisco il mio pensiero.
Al di là della sua fine ho molti dubbi sull`etica di quest`uomo.
Il business non giustifica qualunque cosa e penso che alla fine della fiera sia stato anche sopravvalutato nelle sue capacità.
Non ha salvato un`azienda, l`ha ceduta.
Poi le mie valutazioni, come tutte del resto, sono ovviamente parziali.
Quello che mi infastidisce è il promuoverlo da morto a Salvatore della patria. 

Giuseppe Montaldo Se avessi letto qualche sua intervista e qualche sua frase ma sopratutto se conoscessi le strategie e come sono nate non la penseresti così. Purtroppo è tipico di chi non conosce le realtà aziendali dimenticandosi che se non esistessero le aziende non esisterebbe creazione di ricchezza.
Infatti la cultura aziendale in Italia non esiste. Altrimenti lui non avrebbe avuto bisogno di rompere con tutti, dalla confindustria al bla-bla dei politici e dei giornali ed allontanarsi dall`Italia. Tu vivresti dove ti manca l`aria? E perchè dovrebbero farlo le aziende? In base a quali principi? Quelli ideologici o quelli biologici? Tu vivi per principio o perchè c`è la natura che ti dice come comportarti? 

Anto Neo Non conosco la realtà della Fiat ma le realtà aziendali le conosco e non solo per averle studiate e ti ripeto che non tutte le scelte sono inevitabili come spesso tendono a farci credere.
Le sue scelte sono state ovviamente imposte dall`alto, ma dettate soprattutto da un`ottica di riduzione dei costi, non certo di innovazione.
Solo il futuro ci potrà dire se le sue scelte si riveleranno giuste o hanno semplicemente ritardato la fine di quella che prima era un`impresa italiana.
Poi, evidentemente, lui ha seguito il suo destino, ma, ti ripeto santificarlo ora come Salvatore della patria mi sembra fuori luogo tenuto conto che, alla fine della fiera, ha portato fuori dall`italia un`azienda cresciuta grazie al sostegno che ha avuto da tutti i governi che si sono succeduti nel tempo.
Il mio professore di geografia economica faceva sempre notare che il trasporto più conveniente per una penisola come l`Italia sarebbe stato il cabotaggio invece che, come avvenuto, della creazione di una rete stradale a tutto vantaggio dell`industria del trasporto su gomma.
Quindi, come sempre, hanno preso soldi e vantaggi dall`italia e, grazie a lui, sono scappati via alle prime difficoltà.