A contatto con la natura - il canyon di Gorroppu

 

Sulla reincarnazione
 

Le gole di Gorroppu

 

“Come si può definire la reincarnazione?” chiese Martina
“Come definizione è facile e non c’è neanche bisogno di spiegarne il significato. Se è vero che, in assoluto, noi siamo puro spirito che si riconosce attraverso l’autocoscienza e se è vero che questa coscienza si incarna di vita in vita attraversando innumerevoli cicli di nascita e morte, riguardo a come questo avviene non credo si possano dare risposte certe.“
“Perché? Non significa semplicemente morire e rinascere? “Replicò Martina
“In teoria sì. Ma chi è, realmente che muore e rinasce? Quindi chi è questa coscienza che, durante l’incarnazione si esprime attraverso l’anima? Sono io o è qualcos’altro? Qual è la sua identità? E che rapporto ha con la mia individualità materiale? Secondo recenti scoperte scientifiche i nostri ricordi non sono tracce fisiche registrate nel cervello ma la nostra capacità di sintonizzarci con il nostro passato.”
“E quindi?”
“Pensa soltanto alle ipnosi regressive, che oggi vanno molto di moda. In realtà le esperienze che viviamo durante la seduta, prima pensavo potessero essere semplicemente delle nostre proiezioni mentali. Ci facciamo il film insomma. Adesso penso invece che la realtà che viviamo in quel contesto, e che consideriamo il ricordo di una vita precedente, sia la conseguenza di questa nostra capacità di connetterci con il passato di tutto l’Universo.
Quindi attraverso il rilassamento profondo entriamo in uno stato di coscienza che ci consente di connetterci a tutte le memorie dell’Universo. Credo poi che ci connettiamo a quelle memorie che, in qualche modo, ci appartengono. Anzi direi di più: appartengono a noi ed alla nostra genealogia. Potremmo dire quindi che quella che viene chiamata anima o frammento d’anima in realtà sia pura coscienza che si riconosce di vita in vita. Ed è ciò che noi siamo. Una coscienza che percepisce una realtà a diversi livelli.
Quindi quelle che noi chiamiamo le nostre vite passate in realtà potrebbero essere dei nostri antenati. E noi ci connettiamo alle loro memorie.” “Per cui, se questa è la reincarnazione, in che modo ci appartiene?”
“In realtà la reincarnazione in sé non ci appartiene più di tanto. La cosa essenziale è lo stato di coscienza che viviamo quando entriamo in un rilassamento profondo. In quello stato di coscienza entriamo in una realtà in cui scompare la separazione che è di questo mondo e ci sentiamo connessi.
Sentiamo di far parte di qualcosa di più grande di noi e diventiamo consapevoli di essere una coscienza infinita che sta vivendo un’esperienza apparentemente materiale nella quale proviamo forti conflitti di separazione.
E qui sta il punto!
Se la separazione è solo una impressione che viviamo nella materia, l’evoluzione consiste nel superare questa limitazione e diventare consapevolmente infiniti.”