23 settembre 2018 

Il viaggio dell`eroe - la partenza


La principessa e il rospo

 

"Tanto tanto tempo fa, quando i desideri potevano ancora realizzarsi, viveva un re le cui figliole erano tutte belle, ma la più giovane era così bella che persino il sole, che aveva pur visto molte cose, se ne stupiva ogni volta che le illuminava il volto.
Vicino al castello di questo re v`era un grande bosco oscuro, e nel bosco, sotto un tiglio, v`era una fonte, e quando faceva molto caldo la giovane figlia del re si recava nel bosco e sedeva presso quella fresca fonte. E per passare il tempo portava con sé una palla d`oro, la lanciava in alto e la riprendeva; e questo era il suo gioco preferito.
"Capitò un giorno che la palla d`oro della principessa non cadde nella piccola mano che l`aveva gettata in aria, ma rimbalzò sul terreno e rotolò nell`acqua. La principessa la segui con gli occhi, ma la palla scomparve; e la fonte era così profonda, così pro- fonda che non se ne vedeva il fondo. La principessa allora si mise a piangere, ed il suo pianto divenne sempre più forte, ed ella non riusciva a consolarsi.
E mentre così si disperava, udì una voce che diceva: `Che è successo, Principessa? Piangi così forte che muove- resti a pietà un sasso.`
La fanciulla si guardò attorno per vedere di dove veniva la voce, e scorse un rospo che teneva sollevata la sua grossa e laida testa fuori dell`acqua. `Oh, sei tu, vecchio Ranocchio,` disse lei.
`Piango perché la mia palla d`oro è caduta nella fonte.` `Calmati; non piangere,` rispose il rospo. `Io posso aiutarti. Ma cosa mi darai se ti riporto il tuo giocattolo?` `Tutto quello che ti piacerà, caro rospo,` disse la fanciulla; `i miei abiti, le mie perle e i miei gioielli, e persino la corona d`oro che ho in capo.`
Rispose il rospo: `Non voglio i tuoi abiti, le tue perle, i tuoi gioielli, né la tua corona d`oro; ma se mi vorrai bene e mi terrai come amico e compagno di giochi, e mi lascerai sedere accanto a te a tavola, e mangiare dal tuo piatto, e bere dal tuo bicchiere, e dormire nel tuo lettino, se prometti che farai tutto questo, mi tufferò e prenderò la tua palla d`oro.`
`Va bene,` consenti la fanciulla, `prometto tutto quello che vuoi purché tu mi riporti la palla.` Ma intanto pensava: `Che sciocchezze dice questo rospo! Eccolo lì nell`acqua con i suoi simili: non potrebbe mai diventare l`amico di un essere umano.`
"Ottenuta la promessa, il rospo cacciò la testa sott`acqua e discese verso il fondo e dopo un po` ritornò nuotando a galla; re- cava in bocca la palla e la gettò sull`erba. Quando vide il suo grazioso balocco la principessa fu tutta contenta. Lo prese e corse via. `Aspetta, aspetta,` gridò il rospo, `portami con te: io non posso correre come te!`
Ma a che servi, sebbene gridasse con quanto fiato aveva in corpo? La principessa non gli prestò la minima attenzione, ma continuò a correre verso casa e ben presto si dimenticò completamente del povero rospo — che deve essersi tuffato di nuovo nella sua fonte. "E questo un esempio del modo in cui può iniziarsi l`avventura.
Una svista, un errore — apparentemente fortuito — rivelano un mondo insospettato, e l`individuo viene messo a contatto con forze di cui non sa interpretare la natura e il valore. Come ha dimostrato Freud, i nostri errori non sono mai fortuiti, ma sono il risultato di desideri e conflitti repressi. Sono increspature sulla superficie della vita prodotte da correnti insospettate. E queste correnti possono essere molto profonde — pro- fonde quanto l`anima stessa. L`errore può segnare l`inizio di un destino.
In questa favola, per esempio, la scomparsa della palla, il rospo, e la sconsiderata promessa, sono i prodromi di ciò che accadrà in seguito alla principessa.  

Joseph Campbell