Il diabete

  • 08-06-2019
  • Giuseppe Montaldo

Diabete – approccio integrato

(si prende spunto da una ricerca medica trovata sul web

(i testi in blu sono miei)

 

  1.    ricerche mediche e ricerche sulle cause della disfunzione

 

Le ricerche mediche sperano di risolvere tutto a livello chimico-meccanico. 

Questo significa spendere grandi quantità di denaro in ricerche dispendiose che portano risultati molto scarsi in quanto curano il sintomo ma non la causa che ha dato origine a quel sintomo.

 

 

 

 

  1.   IL DIABETE: PROBLEMI DI INSULINA E DI GLICEMIA

    1.    Il metabolismo degli zuccheri nei soggetti affetti da diabete mellito

L’organismo delle persone affette da diabete non produce insulina o ne produce in quantità insufficiente. La glicemia non può essere mantenuta entro stretti limiti e continua ad aumentare perché lo zucchero che viene assunto grazie all'alimentazione non è assimilato dalle cellule e rimane nel sangue. Il sangue circola anche nei reni che lo filtrano dividendolo dai prodotti di scarto.

Vi sono principalmente due tipi di diabete che vengono curati anche in modo diverso, ma il principio è sempre quello di una errata o assente produzione di insulina, ciò che determina un innalzamento della glicemia. I principali tipi di diabete sono due: uno di tipo 1 e l’altro di tipo 2.

fIl problema del diabete mellito è che si instaurano delle complicazioni a lungo periodo che riguardano l’apparato vascolare e neuronale. Si possono infatti verificare nefropatie e cancrena degli arti inferiori a causa di continui sbalzi glicemici. Oggigiorno si riescono ad affrontare questi problemi con farmaci che agiscono in stadi precoci della malattia che causano però rilevanti effetti secondari.

 

  1.   Il diabete tipo 1

Il diabete tipo 1 è una malattia autoimmune nella quale i linfociti T (un tipo di cellule del sistema immunitario) attaccano e distruggono le cellule beta del pancreas. Di conseguenza, questo organo non può più produrre sufficienti quantità di insulina e lo zucchero si accumula nel sangue. Ne vengono colpite normalmente persone al di sotto dei 15 anni di età (per questo motivo viene anche detto diabete giovanile) e chi ne è colpito deve assumere insulina con regolarità, in genere tramite iniezioni.

 

  1.   Come avviene la distruzione delle cellule beta

Nel diabete tipo 1 o insulino-dipendente si avvia inspiegabilmente un processo patologico e una successiva risposta infiammatoria delle isole pancreatiche (dette anche insulite).

Questa infiammazione provoca un’alterazione delle cellule beta del pancreas che per questo motivo non vengono più riconosciute come parte dell’organismo dal sistema immunitario.

Il sistema di difesa innesca, di conseguenza, una risposta immunitaria (o meglio autoimmunitaria) diretta contro gli intrusi, in questo caso le cellule beta alterate, che ha il compito di distruggerle.

Questi auto-anticorpi sono il primo segnale del diabete mellito di tipo 1.

fig. 20: descrizione grafica della distruzione delle cellule beta

Gli stadi della malattia riconosciuti sono sei e sono di seguito descritti:

  • 1.      predisposizione genetica, condizione necessaria ma non sufficiente per lo sviluppo del diabete;
  • 2.      eventi scatenanti, che danno origine al processo autoimmune nei confronti delle cellule beta;
  • 3.      le cellule beta vengono aggredite;
  • 4.      non si osservano ancora manifestazioni cliniche, ma si verifica un progressivo declino della secrezione insulinica in risposta alla somministrazione di glucosio endovena (IVGTT);
  • 5.      compare la ridotta tolleranza alla somministrazione orale di glucosio (OGTT);
  • 6.      la malattia diventa clinicamente evidente e vi è poca produzione di insulina ma, dopo un periodo più o meno lungo, si manifesta la distruzione di tutte le cellule beta, con assoluta mancanza di insulina.

 

La redattrice dell’articolo scrive ‘inspiegabilmente’.
In questa parola sta il senso di tutto!

Perché non indaghiamo su ciò che è inspiegabile?
 Eppure tanti medici l’Hanno già fatto e lavorano proprio sulle cause vere che hanno provocato il male! (vedi bibliografia e contributi esterni)

Cosa provoca l’infiammazione? 

Quali sono gli eventi scatenanti?

Vengono citati ma esistono ricerche ufficiali in merito che vanno a toccare sfere diverse dal solito approccio meccanicistico?

 

  1.   Ricerche sulle cause della disfunzione

In un’ottica olistica la ricerca deve avere un altro approccio.

Secondo le più recenti scoperte di medicina integrata (1), le disfunzioni/patologie organiche possono essere causate da vissuti emozionali (2) 

 (1)   La medicina integrata non mette barriere. Tutto ciò che può portare contributi alla guarigione viene preso in considerazione. Esamina quindi anche le sfere psichiche e spirituali. Candace Pert ha scoperto le relazioni esistenti fra emozioni e il loro impatto biologico sul corpo. L’inconscio oggi è rilevabile anche a livello medico. (Vedi bibliografia)

 

  (2)   Gli impatti emozionali, attraverso cause scatenanti che richiamano memorie emotive inconsce, hanno effetti importanti sul corpo. (Vedi bibliografia)

 

  1.   Alterazioni emozionali

 

Le alterazioni emozionali possono provocare forti reazioni di:

 
  1. rabbia, 
  2. bisogno di resistere a qualcosa di opprimente e invadente, 
  3. Necessità di combattere un nemico (mancanza di riconoscimento; può essere il padre)
  4. Senso di inadeguatezza che provoca le reazioni precedenti

 

Poiché stiamo parlando di corpo eterico, il quale concerne il sistema familiare, e poiché il corpo eterico è quello che dà l’impronta al corpo fisico, il disconoscimento familiare si traduce automaticamente in disconoscimento a livello degli organi fisici.

Le disarmonie familiari si trasformano in malattie nel corpo fisico

Allargando il discorso, le disarmonie di qualsiasi gruppo e/o clan si trasformano in patologie fisiche.

 

NB: tutte le disarmonie somatizzano solo se danno origine a conflitto e risentito a livello individuale. In una parola quello che fa la differenza è il nostro modo di reagire agli eventi stressanti!

 

Nel caso specifico i linfociti, non riconoscendo il ‘self’ dal ‘non-self’ distruggono le cellule beta. Questa distruzione provoca l’impossibilità per il corpo di produrre l’insulina.

 

 

  1.   Ormoni antagonisti o stimolanti l’insulina

 

Nella regolazione della glicemia è importante tener conto che l’insulina non è l’unico ormone che regola il tasso glicemico.

Questi altri omoni contrastano il suo effetto:

 

- glucagone (come già visto prodotto anch’esso nel pancreas dalle cellule a)

- ormone della crescita (GH)

- cortisolo

- progesterone

- estrogeni

- adrenalina

- tiroxina

 

Si può affermare che, nel momento in cui le cellule beta vengono distrutte si crea uno squilibrio tra ormoni che producono l’insulina e quelli che hanno la funzione opposta. 

Per cui, prevalendo solo questi, la produzione di insulina viene totalmente inibita.

Da questa conclusione potremmo dire che questi ormoni antagonisti, se eccitati in eccesso possono contribuire all’aggravamento del sintomo.
Ergo: lavorare emozionalmente per ridurre gli effetti di questi ormoni.

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GIUSEPPE MONTALDO

è ricercatore,
scrittore,
naturopata e ingegnere.
Si occupa principalmente di guarigione emotiva e spirituale.

Gli strumenti di cui si avvale sono:

Vive a Cagliari


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