Alcune regole fondamentali

Come regolarsi con le sedute

  • 07-07-2018
  • Joaquin Grau

Joaquin Grau ci ha lasciato alcune norme fondamentali affinchè tutti possiamo utilizzare la stessa Anateoresi ed evitare che sorgano due tipologie diverse, una più leggera ed una più profonda. Così che tutti noi possiamo avere una comunicazione CHIARA E SENZA RESTRIZIONI: 

- Il paziente può fare 3 o 4 sessioni al mese e non in giorni consecutivi altrimenti la terapia non funziona. Quando la terapia è in una fase avanzata e già si sta risolvendo, le sessioni possono essere distanziate di più però sempre secondo il parere del terapeuta. Non sono ammessi pazienti che dicono di preferire una seduta quindicinale, a meno che non siano alunni che non hanno gravi patologie 

- Il 50% dei pazienti necessitano di 15-16-17 sessioni in media, dell’altro 50% la metà terminano la terapia in circa 12 sessioni mentre l’altra metà superano le 20 sessioni. I casi di disturbi dell’alimentazione (anoressia o bulimia), droga, e alcuni casi di cancro di solito superano le 20 sessioni. Però la durata di una terapia non si può mai sapere in anticipo 

- Nella terza o quarta seduta il terapeuta può valutare se il paziente ha molte resistenze, nel qual caso avviserà il paziente che la terapia potrà essere più lunga 

- Le sessioni durano approssimativamente due ore poco più poco meno. Sempre si dialoga col paziente circa mezz’ora prima dell’ISRA (Induzione allo Stato Regressivo Anateoretico) chiedendo al paziente come si è sentito durante la settimana, i suoi sogni, e poi si confrontano i riassunti del paziente e del terapeuta riguardo alla ultima seduta. Il terapeuta non deve fare più di 4 sessioni in un giorno perché la qualità ne risente. 

- Se si dice al paziente che la prima seduta è differente dalle altre è per prepararlo ad andare nello stato inconscio e che c’è un apprendimento riguardo al modo di entrare in ISRA e non si va direttamente alle cariche emozionali. Tra questa prima seduta e la seconda non importa che passi più o meno tempo. L’intervista iniziale solitamente la facciamo in due giorni altrimenti si allunga troppo la prima seduta. Il primo giorno si indica al paziente che deve fare un riassunto delle sedute che ha fatto e portarle. Ugualmente il terapeuta de ve fare il proprio riassunto dei contenuti dopo ogni sessione, indicando anche quale strategia ha utilizzato, con quale DA e cosa pensa di fare alla prossima seduta. 

- E’ ovvio che durante le sedute non possono presenziare altre persone ma solo il terapeuta ed il paziente. Nemmeno gli allievi salvo che nel corso di base. 

- Se un paziente o il proprio terapeuta pensano che è conveniente cambiar terapeuta (sempre che sia per un beneficio del paziente e non per un semplice capriccio), è logico che l’attuale terapeuta parlerà per primo con colui che sarà il nuovo terapeuta e, se entrambi sono d’accordo, gli passerà l’intervista iniziale e tutti i riassunti delle sedute fatte anteriormente. Non si dovrebbe mai accettare un paziente che sia stato con un altro terapeuta prima di comunicarlo al collega. A volte ci sono pazienti e allievi che vorrebbero provare un giorno con uno ed un altro giorno con un altro. Questo va evitato perché non è serio.     


Le Chiavi della Malattia
Trattato teorico-pratico di anateoresi
€ 30,00

Dopo oltre trentanni di ricerca, con risultati terapeutici che in molti casi vanno oltre il credibile, l`autore espone, per la prima volta in tutte le sue sfumature, una terapia che spiega e fa ordine in una certa confusione che regna ai giorni nostri sugli stati regressivi, comprese le cosiddette vite precedenti. 

Questo libro è un trattato scientifico della terapia che si pratica già in due continenti e si va sempre più diffondendo. Nelle sue pagine, l`autore raccoglie anche decine di interessanti sedute anateoretiche di persone sia sane che ammalate, in cui anche il lettore si vedrà più o meno rappresentato. 

Joaquín Grau espone, infatti, le autentiche esperienze - gioie e sofferenze - che ogni embrione e feto sperimenta, come pure quel "morire alla vita" che è la nascita, insieme alle particolarità della nostra percezione durante l`infanzia. Il lettore, insomma, si rende soprattutto conto che le ragioni della malattia e del disagio hanno spesso radici profonde e forse insospettate; ma anche che è possibile guarirne con una rivisitazione degli stadi prenatali e infantili: questo libro, infatti, è un nuovo modello della topografia della coscienza; e forse è l`apporto più rivoluzionario nell'attuale ricerca di un nuovo modo d`intendere la medicina.  

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GIUSEPPE MONTALDO

è ricercatore,
scrittore,
naturopata e ingegnere.
Si occupa principalmente di guarigione emotiva e spirituale.

Gli strumenti di cui si avvale sono:

Vive a Cagliari


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