Credere e avere fede

Le credenze non sono vera fede

  • 10-03-2019
  • Giuseppe Montaldo

            "Dio esiste realmente? 

            Non ne sappiamo nulla; ma desideriamo che sia e perciò lo cre(d)iamo. La fede così formulata è fede ragionevole poiché ammette il dubbio della scienza; e invero noi non crediamo che alle cose che sembrano probabili, ma che noi non sappiamo. Pensare diversamente è delirare; parlare diversamente è esprimersi da visionari o da fanatici, e a questi la pietra filosofale non è promessa". (Elifas Levi)

            Dunque potremmo cercare di definire la fede in questo modo:

            "Si può definire Fede quando percepiamo qualcosa dentro o fuori di noi che la mente non può capire né riconoscere e che la scienza non ha dimostrato ma decidiamo di crederci lo stesso mettendo alla prova quell’intuizione/percezione e cercando di sperimentarla nella realtà"

            Anche per questo qualcuno dice che la vera fede è quella che bisogna mettere alla prova tutti i giorni.
            Mentre non si può certo chiamare fede quando confondiamo la fede con l’appartenenza (l’illusione di credere), per esempio sottoponendoci a un dogma "decido di crederci perchè me lo dice la mia `Chiesa`".

            La fede (totalmente conquistata) è l`aver lasciato andare tutti gli attaccamenti compreso quello religioso. La fede è fiducia totale nel tutto ed il sentirsi in armonia con l’Universo a tal punto da essere pronti a sciogliersi in esso. La fede è vivere costantemente il proprio riconoscimento: il mare e la goccia insieme, una parte importante del tutto sapendo di non essere nulla. La fede è libertà totale. La fede è connessione totale.

            Chi ha vera fede non ha paura di mettersi in discussione ed impara dall’esperienza.
            Chi ha fede è sempre pieno di dubbi.

            Colui che crede è invece prima di tutto attaccato alla paura. 

            Le sue credenze sono la sua modalità di autoproteggersi. 

            Però per autoproteggersi cerca qualcosa di esterno a lui. 

Chi crede o si illude di credere è colui che ancora non si è riconosciuto

            Colui che non è in contatto nè con la sua parte più profonda nè con l’Universo. 

            Chi crede è colui che più di tutti è attaccato al suo ego e a tutto ciò che questo rappresenta.

            Coloro che sono credenti senza fede li riconoscete facilmente. Sono coloro che stanno sempre cercando di convincere gli altri e questo lo fanno perchè inconsciamente i primi che cercano di convincere sono loro stessi.

            Chi crede non riesce ad imparare dall’esperienza ed `impara` dagli altri e da cui assorbe tutti gli schemi e le `credenze`. Chi crede non ha mai dubbi. La sua `fede` è salda e perfetta.
 Chi ha fede invece è sempre accompagnato dal dubbio ma decide continuamente di ri-mettere in discussione tutto imparando dall’esperienza.

        Molte persone cercano la fede perché hanno bisogno di sicurezza. La paura li spinge a tenere tutto sotto controllo. Avere fede invece significa sapersi abbandonare alla vita. La vita non è cattiva e va sempre nella direzione giusta. Siamo noi che la rendiamo cattiva con le nostre paure.
"Fede é quando percepiamo qualcosa che la mente non capisce e decidiamo di sperimentare comunque" (Elifas Levi)
 Così la fede si trasforma in magia. Diventa vita in azione nel bene e nel male.


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GIUSEPPE MONTALDO

è ricercatore,
scrittore,
naturopata e ingegnere.
Si occupa principalmente di guarigione emotiva e spirituale.

Gli strumenti di cui si avvale sono:

Vive a Cagliari


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