Giustizia, ingiustizia, rifiuto

  • 08-09-2018
  • Giuseppe Montaldo

Che relazione c’è tra giudizio e rifiuto?

Un rifiutato si sentirà spesso vittima di ingiustizie

Un rifiutato avrà molti nemici da combattere: gli ingiusti cioè quelli che non si comportano bene nei suoi confronti, quelli che lo criticano e soprattutto quelli che fanno quelle cose che lui giudica sbagliate.

E quali sono queste cose?

È molto semplice: non sono razionali ma puramente emozionali e cioè quelle cose che vanno a toccare le sue ferite.

Se un bambino/a è stato abusato da piccolo, se non cerca di sanare il trauma, giudicherà il mondo solo in base a questo filtro. “Gli esseri umani sono tutti violenti”

Ma la cosa peggiore è che, se non guarisce, dovrà riequilibrare la bilancia del dare-prendere per cui cercherà di farlo diventando a sua volta il carnefice e cioè, guarda caso, proprio quello che lui odia al di sopra di ogni cosa. 

Non c’è niente da fare. Tutto si riflette nel nostro specchio. 

Ciò che odiamo all'esterno è qualcosa di molto vivo dentro di noi.

Chi si sente vittima di ingiustizie cercherà di fare giustizia; quindi giudicherà tutto e tutti. Cercherà solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Chi si sente rifiutato avrà la tendenza a rifiutare quello che a suo giudizio (sempre emotivo) non è giusto.

Se guardate la carta c’è da restare impressionati:
La spada rappresenta la legge che premia e punisce.
La bilancia rappresenta il bisogno di soppesare tutto

Osservate come vi guarda. Dritto negli occhi: guai a voi se sgarrate.

Chi vive questa carta ha una bella sfida nella vita: imparare a distinguere e a discernere; imparare a capire cosa significano le polarità.

In due parole: proviamo a non rimanere confinati nella nostra (a volte patologica) polarità.

Significa mettersi nei panni dell’altro, cioè smettere di giudicare. In altre parole il giudizio non deve essere emotivo perché dovuto ai ri-sentiti ma deve farsi guidare dalla capacità di discernere obbiettivamente le cose.

E questo lo si può fare se riusciamo a passare da una polarità a quella opposta. Solo così possiamo ritrovare il nostro centro, il nostro equilibrio.

Ma la definizione più bella che ho trovato è questa:
LA DIVINA GIUSTIZIA non é né premio né punizione ma la LEGGE CHE GOVERNA L’EQUILIBRIO UNIVERSALE DELLE FORZE; l’uomo nulla dovrà temere quando saprà di non aver turbato tale equilibrio.

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GIUSEPPE MONTALDO

è ricercatore,
scrittore,
naturopata e ingegnere.
Si occupa principalmente di guarigione emotiva e spirituale.

Gli strumenti di cui si avvale sono:

Vive a Cagliari


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