Il diabete di tipo 1

Identità, riconoscimento e malattie autoimmuni. La produzione di insulina nelle aree emozionali del cervello

  • 14-06-2019
  • Giuseppe Montaldo

Il diabete di tipo 1

  1. Identità, riconoscimento e malattie autoimmuni.
  2. La produzione di insulina nelle aree emozionali del cervello

 

  1. Identità, riconoscimento e malattie autoimmuni.

 

Maria Pusceddu (‘Il corpo racconta psicosomatica e archetipo’) e Jean Philippe Brebion (‘L’impronta di nascita’) concordano nell'affermare che le malattie autoimmuni sono legate alla mancanza di identità, a un problema di riconoscimento.

Leggiamo cosa scrive Maria Pusceddu, biologa, psicologa specializzata in psicoterapia a indirizzo psicosomatico e di scuola junghiana:

      “[…] non evidenziandosi una precisa causa biologica in grado di spiegare la mutazione patologica (livello fisico) della funzione immunitaria la ‘ragione’ della malattia si celi nella psiche del soggetto (livello psico-mentale) … In questo senso la malattia è un DISCONOSCIMENTO DI SÉ sul piano biologico e quindi dovremmo attenderci che qualcosa di analogo sia avvenuto sul piano psichico. Se il sistema immunitario ci dice che, a livello biologico, non è possibile riconoscere l’altro se non si RICONOSCE prima di tutto se stesso […]”

Jean Philippe Brebion, terapeuta e kinesiterapista francese, invece scrive:

            “[…] Il padre dà l’identità e il rapporto con il tempo […] Sono le malattie verticali. Queste sono marcate dal tempo, dalla discendenza, dai progetti   […]     Il periodo che va da 9 mesi prima del concepimento al concepimento sono legate al padre  […] Le patologie autoimmuni sono legate all’identità, ai valori […]”

Per capire come agisce la mancanza di identità e riconoscimento riguardo al diabete di tipo 1 cliccate qui:

Malattie autoimmuni e riconoscimento

Il diabete di tipo 1


Riassumendo i vissuti emozionali che hanno origine dalla nostra storia genealogica, dal progetto senso e dai traumi dell’infanzia sono le cause principali.

Riguardo alla malattia che colpisce bambini piccolissimi anche di pochi mesi, è la madre che trasmette al figlio il suo risentito. E questo può avvenire sia durante la gravidanza sia durante i primi anni di vita ( Le chiavi della malattia - Joaquin Grau)

 

  1. La produzione di insulina nelle aree emozionali del cervello

“Storicamente, si è sempre pensato che gli ormoni fossero sintetizzati dalle ghiandole, non dalle cellule nervose.

L’ormone fondamentale è l’insulina, che è secreta dal pancreas.

Ma ora si è scoperto che l’insulina non è soltanto un ormone.

Di fatto, l’insulina è un neuropeptide, sintetizzato e immagazzinato nel cervello, e nel cervello vi sono recettori dell’insulina.

Facendo la “mappa” delle posizioni dell’insulina, troviamo di nuovo punti caldi nell’amigdala e nell’ipotalamo.

In breve, è diventato sempre più chiaro che il sistema limbico, sede delle emozioni nel cervello, è anche il punto focale dei recettori per i neuropeptidi.” 

(Candace Pert)


Mi chiedo perché la scienza medica, riguardo al diabete non parli dell’insulina prodotta nel cervello e di qual è la sua funzione.

Si dice che causa del diabete di tipo 1 è il fatto che le cellule beta delle isole di Langerhans del pancreas sono state distrutte dai linfociti (malattia autoimmune) e quindi il corpo non è più in grado di produrre l’insulina.

Le scoperte scientifiche di Candace Pert hanno dimostrato che i recettori dell’insulina sono concentrati nelle zone emozionali del cervello, l’amigdala e l’ippocampo.
 Questo mi fa pensare che le emozioni vissute male, i nostri risentiti, verosimilmente alterano la funzione dei recettori dell’insulina. Quindi l’insulina non viene immagazzinata nel cervello.

Questo cosa comporta?

Semplicemente si potrebbe pensare ci sia una sorta di risonanza tra l’insulina del cervello e quella prodotta dal pancreas. La conseguenza è che l’insulina non viene prodotta.


Ma le cause primarie sono sempre emozionali

La buona notizia è che, come le emozioni mal gestite – i risentiti – mi hanno fatto ammalare, se io ritrovo il mio equilibrio emozionale risolvendo il mio conflitto, posso andare verso la completa guarigione

Infatti, se l’insulina è prodotta dal cervello soprattutto nelle zone dove risiedono le emozioni, è evidente che possiamo pensare che le stesse emozioni, come mi hanno fatto ammalare, possano portarmi alla guarigione.


Ricapitoliamo:

È lecito pensare che sia il cervello, a causa di forti emozioni, non sia più in grado di produrre l’insulina necessaria?

Se questo è vero io posso lavorare sulla guarigione emozionale per arrivare alla guarigione fisica.


Quindi il saper vivere e gestire le emozioni e i conflitti può avere effetti terapeutici molto potenti

E questo perché, come ha dimostrato la stessa ricercatrice, le emozioni sono messaggeri chimici potenti forse più degli ormoni.

 

Nelle Costellazioni familiari degli organi si possono mettere in scena quelli che io chiamo gli archetipi di guarigione che possono essere a seconda dei casi:

  • Gli organi del corpo
  • Il padre
  • La madre
  • Il rapporto con rabbia, impotenza e resistenza
  • Il rapporto con l’incapacità a meritare la dolcezza
  • Altre entità o persone a seconda dell’evolversi del lavoro

In questo modo si possono sciogliere in maniera profonda i nodi ed i conflitti emozionali della persona malata.

Lo stesso lavoro può essere fatto con l’ipnosi regressiva mettendo in contatto il malato con i suoi risentiti emozionali.

Conferenze



GIUSEPPE MONTALDO

è ricercatore,
scrittore,
naturopata e ingegnere.
Si occupa principalmente di guarigione emotiva e spirituale.

Gli strumenti di cui si avvale sono:

Vive a Cagliari


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