Il diabete 2 e la dolcezza

La dolcezza e l’abbandono

  • 20-06-2019
  • Giuseppe Montaldo

Diabete di tipo 2. La dolcezza e l’abbandono

Tutto è svolto dai peptidi, i messaggeri chimici

Ignorare il messaggio ci fa perdere la funzione

Perché nel diabete chiudiamo la porta della cellula al glucosio?

È legato all’abbandono.

È il rifiuto della dolcezza.

Se io, dentro di me, ho paura della dolcezza e quindi la rifiuto, sto mandando al mio corpo questo messaggio:

Cara cellula, la dolcezza è pericolosa quindi chiudi le porte al glucosio.

Il fatto che poi, per compensare questa mancanza mi riempio di dolci, questo non fa altro che aggravare la situazione: il glucosio che arriva alla porta della cellula e viene rifiutato aumenta di quantità ed il sangue di conseguenza aumenta la sua glicemia.

Ecco perché la cura del diabete, di tipo 2 in questo caso, dipende da un cambiamento radicale dello stile di vita.

  • Gestione dello stress
  • Alimentazione
  • Gestione della ferita dell’abbandono e di altre ferite similari
  • Attività sportiva
  • Eliminazione graduale e totale dei farmaci

Perché eliminare i farmaci?

  1. Effetti collaterali (generalmente trascurati data l’intossicazione che provocano)
  2. Dipendenza a vita. Quindi impossibilità di guarigione e totale perdita della libertà di essere se stessi
  3. Fanno perdere ancora di più la propria identità e la capacità di riconoscere se stessi. Se non ci riconosciamo non possiamo rispondere alle domande fondamentali? Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?

 

Nelle costellazioni familiari si lavora sui vissuti emozionali e, generalmente, l’archetipo da risolvere, in questo caso, è rappresentato dalla madre.

In molti casi ho riscontrato che i malati di diabete di tipo 2 avevano perso la madre in giovane età.

(https://www.gmontaldo.it/nuovo/?/archetipi_guarigione/diabete/Diabete2/24)


Mentre nel diabete di tipo 1 l’archetipo è rappresentato dal padre e riguarda prevalentemente identità e territorio. 

(https://www.gmontaldo.it/nuovo/?/archetipi_guarigione/diabete/Diabete1/12)

(https://www.gmontaldo.it/nuovo/?/archetipi_guarigione/diabete/diabete/28)


Bibliografia della guarigione e della malattia:

(https://www.gmontaldo.it/nuovo/?/bibliografia/25)

 

Come agiscono i peptidi

I peptidi hanno un meccanismo d’azione chiave-serratura grazie al quale ciascun peptide è in grado di legarsi con precisione ai recettori delle cellule che regolano particolari processi biologici.

I peptidi all’interno del nostro organismo svolgono la funzione di messaggeri ovvero circolano finché non incontrano il proprio recettore e, legandosi ad esso, trasmettono un messaggio al nucleo della cellula il quale si attiva per produrre la sostanza richiesta.

Ciascun peptide ha la sua “missione” ovvero agisce in un determinato modo sulla cellula: 

sulla pelle può avere funzione stimolante, rimodellante, ridensificante, riparatore, miorilassante, rinforzante, schiarente, desensibilizzante

una volta assolta la propria funzione i peptidi si degradano trasformandosi in amminoacidi. (https://goingnatural.it/peptidi-cosa-sono-a-cosa-servono-e-in-quali-cosmetici-si-trovano/)


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GIUSEPPE MONTALDO

è ricercatore,
scrittore,
naturopata e ingegnere.
Si occupa principalmente di guarigione emotiva e spirituale.

Gli strumenti di cui si avvale sono:

Vive a Cagliari


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